Articolo di approfondimento a cura del Dott. Battistini direttore sanitario del CMA
Hai provato varie diete , ti sei iscritto in palestra ,cammini e vai in bicicletta,ma dopo una iniziale perdita di
peso tendi a riacquistare ,a volte con gli interessi , il grasso eliminato con tanta fatica .
Forse e’ il caso di pensare ad un approccio farmacologico !
Cosa ne deriva?
queste terapie sono molto efficaci ,ma che devono essere assolutamente ben gestite da medici che ne abbiano
conoscenza e competenza .
Per questo motivo presso il Centro Obesità del CMA abbiamo pensato ad un percorso specifico
studiato per pazienti che con BMI superiore a 27 vengono seguiti da un pool di specialisti che comprende :
chirurgo bariatrico,endocrinologo,psicologo e nutrizionista che prendono il carico il paziente ed in
sinergia seguono e monitorano il percorso
Cerchiamo di capire in sintesi come funzionano questi farmaci
L’obesità è spesso una patologia multifattoriale a cui concorrono la componente genetica, l’ambiente,
l’assetto ormonale e lo stile di vita. L’obesità è spesso legata a malattie
cardiovascolari, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e alcune forme di tumore. Non sempre gli interventi
sullo stile di vita sono sufficienti per il controllo del peso. Ecco perché diventa importante avere farmaci
capaci di controllare il peso corporeo e ridurre i rischi ad esso associati.
Quali sono questi farmaci ?
Si chiamano analoghi sintetici del Glp-1 Questi farmaci, nello specifico, sono simili a un ormone, il GLP-1
(Glucagone like Peptide-1), che fa parte della famiglia delle incretine che vengono rilasciate dopo il pasto da
specifiche cellule del tratto intestinale. Aumentano il rilascio di insulina nel sangue e contribuiscono a ridurre
i livelli di glucosio dopo i pasti. Per questo motivo, gli analoghi al GLP-1 sono usati come ipoglicemizzanti
nel paziente diabetico1.
Oltre agli effetti sul glucosio, questi farmaci modificano anche il metabolismo dei lipidi: riducono
l’accumulo dei trigliceridi nel tessuto adiposo e migliorando il consumo energetico e la termogenesi.
Inoltre, il GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico dopo l’assunzione di un pasto e riduce la sensazione di
fame, sia perché agisce direttamente in alcune aree del cervello, sia perché facilita il rilascio ormoni come la
leptina e peptide xy , coinvolti nella sensazione di sazietà.
Tutto cio’ comporta che gli agonisti del GLP-1 e del GIP favoriscono una riduzione significativa del peso e
per questo liraglutide, semaglutide e tirzepatide sono stati approvati, anche in Italia, per trattare soggetti
obesi(BMI)> 30 Kg/m2) o in sovrappeso (BMI compreso tra 27 e 30 kg/m2) in presenza di malattie
cardiovascolari, diabete di tipo 2, dislipidemia,apnee notturne ecc
Questi farmaci hanno effetto anche sulle patologie concomitanti?
L’uso di questi farmaci migliora non solo il controllo del peso corporeo, ma è anche efficace nel controllo
delle patologie concomitanti menzionate sopra. In ogni caso, l’intervento farmacologico va sempre
associato a modifiche dello stile di vita, dieta con ridotto introito calorico e attività fisica.
In che modo vengono assunti questi farmaci?
vengono somministrati una volta a settimana tramite somministrazione sottocutanea, nell’addome, nella
coscia o nella parte superiore del braccio. La semaglutide ha anche una formulazione orale, che viene
utilizzata quotidianamente per il trattamento del diabete. Questa formulazione in Italia non è stata approvata
per il controllo del peso corporeo, anche perché gli effetti sul peso sembrano inferiori mentre aumentano gli
eventi avversi.
Ci sono gli effetti indesiderati associati a questi farmaci?
Sì, tutti e tre i farmaci possono provocare eventi avversi a carico dell’apparato gastrointestinale come
nausea e vomito. Inoltre, ritardando lo svuotamento gastrico possono influire sulla velocità di assorbimento
di medicinali orali assunti in contemporanea. In alcuni pazienti sono stati descritti casi di pancreatite acuta.
Sono stati segnalati alcuni casi di autolesionismo e pensieri suicidari in soggetti che utilizzavano medicinali
a base di semaglutide. Un’attenta analisi delle cartelle cliniche ha però escluso un’associazione tra l’uso di
questi farmaci e l’ideazione suicidaria5. Il limite principale di queste terapie è la necessità di doverla
continuare a lungo, poiché se si sospende, una volta raggiunto l’obiettivo, senza un adeguato controllo da
parte degli specialisti e adeguato cambiamento delle abitudini di vita, si puo’ andare incontro a recupero del
peso .
Bibliografia:
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Rochira, V.; Greco, C.; Boni,S.; Costantino, F.; Dalla Valentina, L.;Zanni, E.; Itani, L.; El Ghoch, M. The
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https://www.siditalia.it/pdf/Risposta%20Novo%20Nordisk_Carenza%20GLP1.pdf